Se siete arrivati fin qui, un paio di informazioni già le avete. Sono stato da PanB, del quale non ho ancora delle opinioni belle solide come piacciono a me, quindi rimango in attesa per ora. Ma sopratutto ho mangiato il Beyond Burger.
Beyond Burger, la carne che carne non è
Di Beyond Meat abbiamo già parlato parecchio. L’azienda crede nella possibilità di creare un’alternativa alla carne in grado di replicarne colori, aspetto e sapori. In particolare, Beyond Meat ha attualmente in vendita diversi prodotti (dai semplici burger, ai nuggets ecc.). Un prodotto così, 100% vegetale, se riuscisse a prendere piede a livello mondiale potrebbe permetterci di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dagli allevamenti.
Spesso però, chi ne parla tende ad overreactare su questo panino, esaltandone un filino le doti e rendendolo un po’ il paradiso delle carni (finte?). Un analisi di yahoo, che tra l’altro lo confronta con l’avversario diretto di Impossible Meat, mostra come i valori nutrizionali siano all’incirca quelli di un normale fettone di carne, al contrario di quello che si potrebbe pensare.
Mi permetto di aggiungere che Ethan Brown, CEO di Beyond Meat, si è lanciato con dichiarazioni del tipo “healthier than hamburger” quando trattasi differenze grossomodo marginali e sicuramente poco impattanti. Mangiare uno di questi farà un filino meno male di un burger normale, ma sconsiglierei di sbafarsene 10 al mese, per capirci.
L’impatto ambientale e tutti i bei discorsi
L’altro argomento che orbita intorno alla carne finta è l’impatto ambientale. Il marketing di questi prodotti spinge tantissimo su come essi siano un’alternativa più ecologica all’allevamento delle carni ed alle emissioni di anidride carbonica che questi comportino. Ma forse sarebbe il caso di far notare che, sebbene questo è un dato comprovato, stiamo andando ad intaccare il 6,5% circa delle emissioni di CO2 a livello mondiale, ma soprattutto che produrre questi hamburger di carne finta significa inquinare fino a 5 volte tanto rispetto alle “crude coltivazioni”. Beyond Burger è in pratica un medaglione di molecole varie derivanti dai piselli gialli, ma la produzione di una singola porzione impatta come la produzione di 5 porzioni di piselli (e ok, ora scalatelo ad ordini di grandezza più consoni tipo i 7 miliardi di persone che devono mangiare). Ne parlano molto bene qui, per esempio.
Ma quindi Beyond Burger è solo l’ennesima arma dei vegani contro gli onnivori? Non credo affatto. La produzione di carni finte ci ricorda che abbiamo ancora tantissimo lavoro da fare per un futuro più etico e sostenibile. Ma soprattutto, a livello alimentare, proditti del genere si inseriscono perfettamente in un regime a ridotto comsumo di carni rosse, delle quali è stata provata la tossicità.
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