Se una persona pensa a Venezia, spesso è portata a pensare solamente alla zona pedonale, dov’è concentrato il centro di Venezia. Eppure, come già ricordato nello scorso articolo, anche il resto del territorio lagunare può regalare grandi sorprese.
Se vi siete stufati del solito giro a Venezia, per via della scomodità di raggiungerla, ma soprattutto perché ora l’ingresso è a pagamento (ah non è più così? L’ho scoperto solo ora), non temete: il vostro gastrico di fiducia è qui pronto ad offrirvi ottime alternative.
A pochi passi da Venezia
Chioggia è un comune che dista circa 50 km dal sud di Venezia. Antica città di mare, Chioggia vanta una tradizione e un’architettura che l’accomuna molto con il capoluogo veneto. Storicamente Chioggia è stata un centro strategico per la produzione delle gondole, le asimmetriche barche a mono remo, tipiche di Venezia.
Un altro dei motivi per il quale Chioggia era particolarmente importante è per il suo mercato ittico, ancora oggi tra i più importanti d’Italia. Il mercato del pesce, oltre ad essere una vera e propria istituzione, ad oggi è l’epicentro principale per l’approvvigionamento di decine di ristoranti di pesce che animano la città.
Ogni mattina, all’alba, i pescherecci della zona rientrano dalla pesca notturna e portano al mercato una grande varietà di pesce e frutti di mare: non solo quindi orate, seppie, calamari e canocchie, nella laguna una delle specie più rinomate e che vengono allevate sono le vongole veraci. Le bibarasse, come vengono indicate nella maggior parte dei menù dei ristoranti nei dintorni.
Al primo sguardo
La Taverna da Nadia e Felice è un posto che racchiude in un piccolo locale ed una veranda finemente curata tutta l’anima di un ristorante del luogo. Per raggiungere il locale dobbiamo lasciare il vialone principale e imboccare una delle piccole traverse. All’inizio si può pensare di trovarsi in una semplice zona residenziale, ma dopo un po’ si nota, sul fondo della strada, qualcosa: un dehors chiuso, con file di luminarie tutte intorno e l’insegna che sovrasta un lato della struttura. Il dehors è di fatto un prolungamento del locale e contiene metà dei coperti a disposizione, il ristorante è molto contenuto.
Cosa si mangia
Il menù è ovviamente incentrato sul pescato e fa della cucina tradizionale l’argomento principale, come tanti qua nei dintorni. Abbiamo diviso una porzione di bibarasse, proposte qua in tecia, cioè servite direttamente nella pentola di cottura. Abbiamo poi assaggiato un evergreen: lo spaghetto allo scoglio rosso migliore che io abbia mangiato quest’anno. Uno spaghetto grosso, che si avvinghia alle vongole trascinandosi dietro un sugo corposo, molto asciutto, rendendo ogni boccone una festa di sapori.
In seguito abbiamo proseguito con questo raviolo ripieno al branzino e condito con salsa agli agrumi, indubbiamente l’esecuzione più fighettina. Un piatto raffinato, con una corposità che viene controbilanciata dalla freschezza degli agrumi. Se uno ci pensa, la coppia dolcezza-acidità è la stessa proposta dalla cucina asiatica, qui proposta in chiave mediterranea.
L’ultimo elogio va dato ai dolci. Nulla di particolarmente curioso, ma un’ottima esecuzione. Abbiamo provato il tiramisù ed un semifreddo al cioccolato, squisiti. Abbinato ad un buon vino bianco, come nel nostro caso, l’esperienza si affronta con una certa leggerezza e che ci ha portati a congedarci con una certa soddisfazione.
La Taverna da Nadia e Felice non è forse il locale per cui partire da casa, specie se la casa è distante. Ma nell’insieme di opzioni che la città di Chioggia offre, è una delle migliori, sia per via della posizione strategica e sia per il menù non eccessivamente turistico. Unica pecca potrebbe essere l’impossibilità di parcheggiare nei pressi del ristorante, ma alla fine parliamo della piccola Venezia.





