Ripartiamo con l’arrivo dei primi freddi e con un breve resoconto dell’esplorazione (un modo più figo di definire le ferie) del mio viaggio alle cinque terre, in Liguria.
La Spezia, un hub di riferimento

All’estremo più orientale del territorio delle cinque terre troviamo La Spezia. Contrariamente a quanto possa sembrare a prima vista, la città di sta impegnando parecchio per aumentare la propria popolarità tra i giovani, uno sfrorzo che trovo sempre apprezzabile. Diversi locali nel centro storico, molto curati e con proposte interessanti, che spaziano tra i grandi classici e qualche sprazzo di creatività. Se poi come me siete sempre alla ricerca del “frame”, anche semplicemente la vista della zona porto può regalare qualche scorcio interessante.

Cinque terre, prima delle cinque terre

Per chi poi possa permettersi la mobilità tranquilla di un mezzo (come si vede sopra, io ero in moto), può spingersi fino alla punta più estrema, a Portovenere.

Portovenere è uno scorcio veramente bellissimo, consigliato a chiunque voglia concedersi il relax di un aperitivo su un panorama suggestivo: di fronte a Portovenere si staglia infatti l’isola Palmaria, raggiungibile solo attraverso i traghetti attraccati proprio a Portovenere. Su quella che è letteralmente la punta del promontorio è costruita una struttura di epoca medievale: una chiesa del V secolo, costruita a sua volta sulle fondamenta di un castello romano.

Paesaggi e pesto

La visita alle cinque terre è un’esperienza a cui ci si può approcciare in due modi diversi: via treno oppure via macchina/moto. L’opzione del treno è stata costruita e mantenuta ad hoc, con una realizzazione anche piuttosto romantica: i binari attraverso l’interno della montagna, arrivando alla porzione esterna proprio a ridosso del mare. Per chi invece viaggia a bordo del proprio mezzo, il prezzo da pagare è quello di dover parcheggiare all’inizio dei paesi; d’altro canto si può godere in questo modo dei panorami mozzafiato e di strade divertenti. In moto, è stato parecchio divertente.

Le cinque terre sono tutte molto caratteristiche e belle, ma se proprio dovreste scegliere dove spendere la maggior parte del vostro tempo, le più consigliate sono queste tre: Riomaggiore, Manarola e Monterosso a Mare. Nello specifico poi, a Manarola…

Nessun Dorma

Sicuramente si può facilmente mangiare bene un po’ ovunque, ma se vi capita di essere in orario di pranzo in zona Manarola, l’esperienza migliore è sicuramente quella che si può fare da Nessun Dorma. Durante il periodo estivo, il locale si riempie (si dice anche di un locale all’aperto?) e si forma una fila chilometrica, a tal punto che il locale ha sviluppato la propria app sugli store in modo da poter gestire la tempistica in modo efficiente. Quando ci sono stato io, mi sono armato di pazienza al leggere di essere al 90° posto in coda. Tecnicamente mi sono anche armato di una birra. In ogni caso, anche questa volta la vista è eccezionale. A prezzi onesti ma soprattuto i piatti sono veramente buoni: a mani basse, qui ho assaggiato la focaccia con il pesto migliore della mia vita. Ne è valsa tutta l’attesa che ho dovuto affrontare.

Una meta ibrida tra relax ed esplorazione

Le cinque terre sono una gemma territoriale in quanto riesce ad amalgamare sapientemente scorci naturalistici, servizi, spiagge in un pacchetto molto caratteristico. Un posto dove il fattore “Dolce vita” raggiunge valori considerevoli.