Mirano è un piccolo paesino che si trova quasi a metà tra Treviso e Venezia. Poco distante dalla piazzola centrale alla città, sorge un piccolo hotel con annesso ristorante, il Cinque Colonne. Ho avuto la fortuna di cenare al Cinque Colonne in diverse occasioni nel corso dell’anno e sono pronto a darvi le mie impressioni su uno dei migliori ristoranti nella zona.
Peculiarità del Cinque Colonne è il camino che sovrasta la sala. Già nel periodo autunnale, come in questa visita, il camino viene risvegliato sia per creare una gradevole ambientazione ma soprattutto per cucinarvici dell’ottima carne. Poter ammirare, seduti comodamente al proprio tavolo, la propria carne che viene cotta dalle mani di uno chef a pochi metri da sé penso sia un’esperienza che di per sé renda la cena veramente appagante! Il crepitio della carne e i profumi che si sviluppano durante la cottura (soprattutto se siete in prossimità) già sono bastati per mandarmi in visibilio. Forse potrebbe non essere l’ideale per vegetariani/vegani.
Oltre alla cucina, la visita al Cinque Colonne è consigliata anche per l’atmosfera. La sala è calda e accogliente, non di meno è riccamente decorata: quadri che tappezzano tutte le pareti ed un fantastico soffitto di legno rosso, che restituisce un’atmosfera a metà tra il formale ed informale, con un gusto che sa di altri tempi. Nell’altra sala, più piccola, un arredamento che sovverte con il precedente e che lascia spazio a moderne pareti con mattone a vista e tinte scure. Nel complesso avrei evitato di accostare stili così diversi, prediligendo il primo a quest’ultimo. Due grandi chicche: un’affettatrice manuale “retrò” vicino al camino per puro arredamento e un meraviglioso bancone all’ingresso/piano bar, chiuso e a semiluna con ingresso dalla stanza sul retro.
Il menù del Cinque Colonne è un inno alla carne e all’antica tradizione della cucina veneziana. Anche se il menù proposto è completo, spaziando sia da carne a pesce ma offrendo anche pizza (rigorosamente bassa, come è usanza al nord). Il menù, nei mesi in cui il camino è acceso, si arricchisce di una sezione dedicata alla griglia, che più che altro evidenzia anche le portate che sono già presenti nel menù classico.
Durante le mie visite mi è capitato di spaziare un po’ su tutto il menù di provare diverse cose. La pizza non è male, anche se non sono particolarmente amante della variante super-fiat che è comune in zona. I primi non spiccano per guizzo creativo ma sicuramente si fanno ricordare per la qualità delle materie prime.
I primi si fanno ricordare per la qualità delle materie prime.
Ma i motivi per cui andare al Cinque Colonne sono principalmente due: così come Platone o Aristotele, il Dr. Frankenstein o il mostro, Luke Skywalker o Darth Vader; dentro al menù del cinque colonne si combatte una battaglia che perdura da anni a colpi di clienti entusiasti. Da un lato del ring troviamo la braciolona alla brace, mentre al lato opposto troviamo la cotoletta alla Miranese.
La braciolona alla brace, oltre ad avere un nome un po’ altisonante e sembrare che se la crede un po’ troppo, altro non è che una semplice braciola cotta al camino. Eh grazie tante, direte voi. Ma la braciola in questione appena arriva al tavolo sicuramente colpisce (e non per le somiglianze con un’arma), e poi il profumo rapisce. Ad un occhio attento indica anche che la carne non è di certo presa in un commercio all’ingrosso qualunque, e c’è invece una ricerca ed un saldo rapporto con una qualche macelleria di fiducia. Poi all’assaggio, la carne stupisce ancora: morbida, succosa e SA-PO-RI-TA! La reazione di Maillard fa il suo gioco sporco e rende ogni morso la conferma di essere nel posto migliore in zona per mangiare un piatto semplice ma eseguito con precisione e perfezione. Ah, ovviamente la doverosa cottura tra il sangue e la media cottura era ottimale. Ho apprezzato che non sia stato neanche chiesta la cottura desiderata, onde evitare che qualche cliente scellerato comprometta l’esecuzione del piatto.
La cotoletta alla Miranese è una cotoletta. Punto. Ciò che la rende così interessante, otre ad essere deliziosa, per nulla secca o stopposa e magistralmente fritta, sono le sue dimensioni spopoliate. Spesso viene soprannominata “l’orecchio di elefante” perché le sue dimensioni arrivano a coprire un intero piatto comparabile con uno per pizza. Accompagnata con patate al forno che non riuscirete mai a finire, la cotoletta è la prova che per rimanere nel cuore delle persone a volte servono grandi piatti, a volte piatti grandi. La cotoletta trova una grande compagna di viaggio in una birra bionda o meglio chiara, che sia beverina e che sappia legarsi bene esaltando sapore e profumi della cotoletta. Ad oggi non ho ancora capito perché mi sia emozionato così tanto per una semplice panatura, ma è impossibile restare impassibili quanto raggiunge il tavolo. Si resta con l’invidia se ad ordinarla non siamo stati noi, ma spesso chi l’ha presa avrà bisogno di assistenza per finirla.
Per chiunque si trovi a transitare nei pressi del miranese, il Cinque Colonne è uno dei posti strategicamente migliori per concedersi un ottimo pasto in una delle cittadine più vive dell’hinterland veneziano. L’esperienza di poter ammirare la carne cotta a vista nel camino in sala rimane affascinante come poche.




